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martedì, 12 dicembre 2006
codici da Vinci (5): san Paolo al tempo di Dario Fo

Grazie a una segnalazione di Upi, ho visitato il sito che la Rai (radiotelevisione italiana) ha dedicato a Caravaggio, “una mostra impossibile”. Seguendo il percorso Entra > Le opere > numero 21: Conversione di Saulo (San Paolo) - 1598 > Approfondimenti > cinepresa, è possibile visionare ed auscultare gli sputazzamenti del premio Nobel Dario Fo intorno alla succitata tela caravaggiesca, con alcune sapidissime note di storia del cristianesimo (che le abbia tratte da qui?):

«Vedete, c’è ehm san Paolo che cade ehm da cavallo… trattengono il cavallo, ma il personaggio principale di questo discorso è il Padreterno, è Dio in persona, il quale s’affaccia dietro al cavallo e c’è un angelo che lo trattiene, lo trattiene per evitare che si butti con troppo furore addosso a ehm san Paolo...


Voi sapete: san Paolo non era uno… così, molto lineare, e coerente… era stato ooh un uomo del potere, potere romano, ed era un persecutore, proprio, capo dei persecutori del cristianesimo… Si imputeva [?] a lui eh spionaggio, esecuzione, anche di persone eccetera eccetera… la morte, il massacro di diecine e diecine di fedeli cristiani. Addirittura il fratello di Cristo fu ammazzato grazie a questa operazione da parte… di san Paolo.

Allora ecco che c’è il Padreterno che si lancia contro di lui e lo insulta, lo si vede… gli dice: “Ma perché mi perseguiti, infame, maledetto!”… quasi arivelaaea [sic] a prenderlo, a strozzarlo, a ucciderlo di persona! C’è l’angelo che lo trattiene, e naturalmente questa scena non si poteva… insomma… san Paolo è una cosa molto importante, non si può metter nelle mani di Dio, così, e dire: accettiamo l’idea che Dio possa far fuori uno che ha tradito, e ricordare il tradimento, ricordare il fatto che fosse una spia, un infame e via dicendo. Non si può: via, cancellato.

E allora fanne un altro! E si fa un altro ed è questo appunto, del cavallo [la Conversione di Saulo del 1600-1601]: stavolta il cavallo è rip… prende tutta la scena: è molto più importante del santo che è aperto, così, apre le braccia e, tant’è vero che qualcuno ha osservato e dico ma… ma chi è il santo, il cavallo o quello che ci sta sotto? [risate]

E c’è… ehm Caravaggio che dice: è la luce che viene a illuminare di riflesso il cavallo, e che ha condotto il cavallo a buttare giù il santo. Questo quadro, ha una particolare, eh, così, evidenza, sulla… sul movimento: c’è il gioco del cavallo nel cerchio del… del santo caduto, e ancora qui, il giro proprio, la rotazione in due sensi, in un senso e nell’altro, opposto, a indicare proprio l’atto in cui… edh edh… il botto della caduta… POM! e il cavallo di sopra…».


Vien da chiedersi subito: ma che quadro sta commentando, il Dario Fo? Una semplice occhiata al triplice racconto che gli Atti degli apostoli riportano, sulla conversione di Saulo/Paolo, avrebbe perlomeno evitato lo svarione sul “Padreterno” (che, comprensibilmente, non compare affatto sulla scena).

E il ritratto “storico” di Paolo come agente romano, donde l’avrà tratto il Nostro? Non certo dagli Atti o dalle dichiarazioni autobiografiche di Paolo stesso, dove si parla chiaramente di «un giovane (neanías) chiamato Saulo» (At 7,58; cf. At 22,20), il quale s’impegnerà solo in seguito nella persecuzione dei primi seguaci di Gesù (At 8,3; 9,1-2; 22,3-5; 26,9-20; cf. 1Cor 15,39; Gal 1,13; Fil 3,6; 1Tim 1,13). Luca, l’autore degli Atti, presenta la figura di Paolo durante la lapidazione di Stefano con un ruolo subordinato, e poco dopo, munito di raccomandazioni da parte del Sinedrio (At 22,4-5; 26,12), con una funzione decisiva, in qualità di giudice delegato dai sommi sacerdoti ebrei: il che fa supporre un’età non inferiore ai 25 anni (cf. Mishnah Sanh. 6,4).

Gli episodi vanno inseriti nel contesto dello “zelo” farisaico del Paolo precristiano (già, c’è di mezzo la conversione, Dariuccio). Un recente contributo di Torrey Seland propone ad esempio di leggere questo “zelo”, confessato a più riprese dall’apostolo (Gal 1,13-14; Fil 3,6; cf. At 22,3), alla luce degli scritti di Filone Alessandrino, che adoperava il termine “zelota” per indicare singoli individui disposti all’azione, anche violenta, nei confronti di gravi trasgressori della Torah, specialmente contro quanti si fossero macchiati di reati di blasfemia e idolatria, e contro “falsi profeti” che avessero sedotto il popolo conducendolo all’apostasia (cf. Filone, Spec. 1,315-318; 2,253).

Che dire, poi, del “fratello di Gesù”, che secondo Dario Fo sarebbe stato accoppato grazie a un’operazione ordita da Paolo? Può darsi che il Nostro, molto cialtronescamente, confonda Giacomo detto il maggiore, fratello di Giovanni, ucciso per ordine di Erode Agrippa (regnante fra il 41 e il 44: ma siamo già fuori tempo massimo per consentire una partecipazione “attiva” di Paolo; cf. At 12,1-2; Giuseppe Flavio, Ant. Iud. 19,7,3), con Giacomo detto il minore, il “fratello del Signore” (titolo usato dallo stesso Paolo, per indicare questo parente e consanguineo di Gesù nel gruppo degli apostoli), martirizzato molto più tardi (nel 62, secondo quanto riferisce lo storico Giuseppe Flavio, sempre nelle Antichità giudaiche).

Ma Dario Fo non è così poco cialtrone, no. Il suo non è un semplice svarione. Sapete chi è che sostiene, ultimamente, la strampalata (e indifendibile) teoria di Paolo “spia dell’impero romano”? Gente come Michael Baigent e Richard Leigh (i dioscuri di Dan Brown, sempre loro, yeah), o come lo sgangherato Sabato Scala (che qui cita la povera Marie-Françoise Baslez pigliandola per maschio) oppure, udite udite, come David Icke (ma sì, quello che fa un mucchio di quattrini parlando della cospirazione mondiale dei “rettiloidi”). Che dire? Fonti da premio Nobel.

Nota. Per approfondire la quistione: M. Hengel, Il Paolo precristiano, trad. it. Paideia, Brescia 1992; M. Hengel – A.M. Schweme
r – J. Bowden, Paul Between Damascus and Antioch. The Unknown Years, Westminster John Knox Press, Louisville 1997; T. Seland, Saul of Tarsus and Early Zealotism. Reading Gal 1,13-14 in Light of Philo’s Writings, in “Biblica” 83 (2002), pp. 449-471.

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