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(S. Th. II-II, q. 168, a. 4, ad 3m)

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lunedì, 04 agosto 2008
ricordo di un uomo libero


È scomparso ieri, all’età di 89 anni, lo scrittore e dissidente russo Aleksandr Solženicyn (o Solgenitsin). Un uomo libero. Ci mancherà.

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volti e parole, diario scritto di giorno

martedì, 01 luglio 2008
trasferimenti / 2

Eccomi in formato blog, almeno per questo inizio d’Anno:

letterepaoline.wordpress.com

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diario scritto di giorno

lunedì, 30 giugno 2008
se funziona, è obsoleto

In questi giorni mi aggiro smarrito tra grafici, webmaster e Luigi Codemi. Il sito letterepaoline.it è ancora in fase di costruzione (c’è ancora molto, molto da fare, e non per mea culpa), così non riesco mai a scrivere quel che debbo scrivere, anche qui. Che ne dite, allora, se trasferisco l’intera baracca di questo blog su wordpress? Lo vogliamo cominciare o no, questo benedetto anno paolino?

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diario scritto di giorno

venerdì, 27 giugno 2008
dedicato a splinter

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diario scritto di giorno

mercoledì, 25 giugno 2008
trasferimenti

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diario scritto di giorno

giovedì, 05 giugno 2008
un anno con san Paolo, apostolo della cultura

Un articolo di Matteo Liut fa il punto sulle iniziative previste per l’Anno Paolino:  

«Apostolo delle genti e delle culture: così san Paolo continua a parlare agli uomini del nostro tempo. Una voce cui sarà dato un ascolto particolare durante l’Anno Paolino, voluto da Benedetto XVI in occasione del bimillenario dalla nascita dell’apostolo. Dodici mesi speciali che si apriranno il prossimo 28 giugno, per chiudersi il 29 giugno 2009.

In
Italia il programma degli eventi sarà arricchito dal percorso curato dal Servizio nazionale per il progetto culturale, guidato da Vittorio Sozzi. “Con questo percorso itinerante – spiega Ernesto Diaco, vice responsabile del Servizio nazionale per il progetto culturale – il progetto mostra alcune delle sue più importanti caratteristiche. Attraverso la musica e lo studio, l’arte e la comunicazione, il teatro e la spiritualità, dà forma alla testimonianza, e la attrezza facendo sì che risaltino le ragioni del credere e della speranza”.

Un calendario, quindi, pensato per gettare un ponte tra contemporaneità e tradizione: “La figura dell’apostolo Paolo – aggiunge Diaco – ben si presta a mettere in evidenza come la fede cristiana si collochi naturalmente e pienamente nel vivo delle dinamiche esistenziali. Paolo, nell’areopago di Atene e nelle sue lettere, ha inaugurato il primo grande progetto culturale”.

L’Anno Paolino, quindi, sarà un laboratorio vivo di fede e cultura. “È da sottolineare il metodo di questa nuova iniziativa”, sottolinea sempre Diaco: “quello cioè di valorizzare le diocesi e le realtà locali, e di offrire loro strumenti e modelli per una lettura e un’azione culturale a tutto tondo. Altri eventi si aggiungeranno, proprio per il carattere aperto e radicato territorialmente del nostro percorso. Impossibile, poi, non vedere l’impronta del Convegno di Verona, con il suo forte appello a recuperare gli ambiti fondamentali dell’esistenza nella pastorale ordinaria, e a dire con essi il ‘sì’ di Dio all’uomo di oggi”. Numerose le iniziative in programma, quindi.

Dal 6 all’11 luglio, a Capo Rizzuto, la Settimana biblica interdisciplinare promossa dal Settore apostolato biblico dell’Ufficio catechistico nazionale sarà dedicata al tema “Paolo: strategia di un annuncio”.

A ottobre è previsto a Milano un ciclo di incontri, promosso dal Pime e dall’arcidiocesi ambrosiana, sulle “grandi piazze” dell’evangelizzazione oggi, sotto il titolo “Paolo e i nuovi areopaghi della missione”.

Un altro ciclo di incontri e di manifestazioni artistiche, promosso dalla Basilica di San Paolo fuori le Mura, si terrà tra ottobre 2008 e aprile 2009 a Roma. “San Paolo interroga” è il titolo della serie di eventi che vedrà i protagonisti della cultura, politica, economia, informazione e sport “a confronto” con l’apostolo nella Basilica romana.

Sempre nell’autunno 2008 è previsto un incontro promosso dal Centro universitario cattolico a Perugia, sul tema “Persona e verità”.

Tornando a Roma, in occasione del lancio del “Progetto culturale giovani”, l’8 novembre, presso la Basilica delle Tre Fontane, si terrà il concerto “L’Apostolo delle genti”, organizzato in collaborazione con il Servizio nazionale per la pastorale giovanile.

“Soprattutto, niente giornalisti. Il mondo delle comunicazioni, primo areopago del tempo moderno” è il titolo della tavola rotonda promossa per il febbraio 2009 a Roma, assieme all’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali.

Sempre a Roma, per aprile 2009, è previsto il Convegno per operatori pastorali, della sanità e della comunicazione, promosso assieme all’Ufficio nazionale per la pastorale della sanità e all’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, sul tema “Quando sono debole, è allora che sono forte. Comunicare il vangelo nel mondo della salute e della sofferenza”.

Tra aprile e maggio 2009, poi, assieme all’Acec verrà organizzato un percorso di film e iniziative culturali in 50 sale della comunità, intitolato “Alla ricerca del senso del viaggio”.

Tra il 14 e il 18 maggio 2009, alla Fiera internazionale del Libro di Torino ci sarà uno stand del progetto culturale curato dell’Associazione Sant’Anselmo.

Infine, l’annuale Festival biblico, promosso a maggio dalla diocesi di Vicenza e dal Centro culturale “San Paolo”, nell’edizione 2009 avrà una particolare attenzione agli scritti paolini.

Gli strumenti di un itinerario.


Il calendario promosso per l’Anno Paolino dal Servizio na­zionale per il progetto cultu­rale si aprirà e si chiuderà nel se­gno dell’arte, sarà arricchito da u­na lunga serie di eventi, locali e na­zionali, e sarà accompagnato da numerose iniziative lungo tutti i dodici mesi.

Destinazione del sangue. Il fuoco della carità di Pao­lo
è il titolo dell’opera poetico musicale composta da Cristian Carrara e Davide Rondoni, che a­prirà l’Anno: andrà in scena per la prima volta il prossimo 20 giugno a Roma presso il Palazzo Lateranense, e sarà ripetuto nelle dioce­si e nelle città d’Italia (per infor­mazioni tel. 347.3222715).

A chiu­dere l’Anno, il 27 giugno 2009, sarà invece l’Oratorio su san Paolo, opera composta da Roberto Mus­sapi e Sergio Rendine e commis­sionata dalla Basilica di San Paolo fuori le Mura.

Ricco anche il carnet delle inizia­tive “trasversali”: come, ad esem­pio, le attività delle diocesi paoli­ne di Siracusa, Reggio Calabria e Pozzuoli. Gli eventi promossi dal­le Chiese locali si troveranno sul sito del Progetto culturale Cei.

L’Ufficio liturgico Cei pro­pone un fascicolo per la preghie­ra e alcuni segnalibri, per intro­durre le comunità cristiane nel­l’Anno paolino (si può richiedere a: Ufficio liturgico nazionale Cei, circonvallazione Aurelia 50, 00165 Roma; tel. 06.66398234; e-mail: uln@chiesacattolica.it).

letterepaoline.it sarà dal 21 giu­gno prossimo il sito internet su san Paolo, curato da Luigi Walt [insieme a Luigi Codemo. N.d.R.]: un ve­ro e proprio osservatorio su Paolo di Tarso e le origini cristiane, con notizie, documenti, riflessioni e approfondimenti.

Non manca una mostra itineran­te su san Paolo, “Sulla via di Da­masco”, promossa dall’editrice I­tacalibri e dal Servizio nazionale per il progetto culturale. Verrà e­sposta nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a settembre 2008, ma po­trà essere allestita anche nelle dioce­si e nelle città interessate (per informazioni rivolgersi a Itaca E­venti, tel. 0546.656188; e-mail: eventi@ita­calibri.it).

Numerose anche le risorse re­peribili su internet:
anno­paolino.org è il sito realizzato dal­la Basilica di San Paolo fuori le Mu­ra, mentre su annopaolinoa­tarso.org si trovano le pagine web sull’Anno Paolino promosse dalla Conferenza episcopale turca».

(Fonte: “Avvenire”, 30/05/2008)

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diario scritto di giorno

giovedì, 22 maggio 2008
modernisti

Insomma, anche i modernisti hanno i loro “dogmi”: ad esempio che “il dogma limita la Rivelazione”, o che “la complica inutilmente”, o che bisognerebbe rinunciare all’idea di verità per pietà intellettuale. Un modernista è assolutamente convinto che sia così, e sembra che non serva a nulla fargli capire che una cosa, se lui non la capisce, non è per questo necessariamente falsa o inaccettabile (vd. J.H. Newman, Grammatica dell’assenso).

Per quanto mi riguarda, ho sempre pensato che il dogma innalzi il pensiero, lo fortifichi, lo pungoli, lo renda più capace e profondo. Almeno se è inteso correttamente. Ma forse certi cattolici preferiscono perdere il gusto del cattolicesimo, e annacquarsi da soli nella melassa del “cristianesimo fai da te” (il contrario del cristianesimo: che non è fondato su un movimento ascensionale, ma sull’Incarnazione; non sul ricercare innanzitutto, ma sull’essere trovati dopotutto).

“Il dogma – ti dicono - cerca di circoscrivere in parole un mistero impossibile da definire”. Vero e falso. Se il mistero fosse così drammaticamente misterioso (e lo è, ma fino a un certo punto: Cristo è Parola di Dio, Cristo rivela chi è Dio, perché noi da soli non potremmo capirlo), perché proprio coloro che vorrebbero preservarlo ne parlano così tanto? In nome di cosa si dichiarano superiori alla tradizione ricevuta? E perché proclamarsi insaziabili cercatori di verità, se poi s’insegna ch’è impossibile trovarla (come se trovarla volesse dire trovarla una volta per tutte, come se trovarsi di fronte alla maestà di una montagna volesse dire averla tutta esplorata)?

Non sarà che il “modernismo”, stringi stringi, non è null’altro che questa cosa semplice e sciocca: un ridurre la verità alle proprie misure?

g.p.

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diario scritto di giorno

lunedì, 19 maggio 2008
cattolico

“Cattolico”, nella mia scatola cranica, è chi si mantiene aperto nei confronti dell’universalità della Chiesa: rifiutando di ridurre la fede a una cultura, a una civiltà, a un percorso storico univoci; ma al contempo riconoscendo lesistenza di categorie culturali e storiche che aprono ad essa, e che in parte sono il risultato di essa. Se la Chiesa è realmente il corpo mistico di Cristo, secondo la definizione dogmatica, allora la cultura cattolica ne è in un certo senso la tunica inconsutile. Lacerarla e disprezzarla significherebbe disumanizzare chi la porta. Perché dopo la nudità della croce, altrettanto veramente, c’è lo sfolgorio delle vesti del Risorto: quel di più della natura umana, dell’uomo preso per sé stesso, come animale culturale, ch’è dato simbolicamente dal vestito (motivo per cui le icone non rappresentano mai persone prive di vesti).

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diario scritto di giorno

venerdì, 09 maggio 2008
il turismo è peccato, viaggiare a piedi è virtù

La storia è nota. Nel 1974, alla fine di novembre, il regista tedesco Werner Herzog viene a sapere che la sua cara amica Lotte Eisner è gravemente malata. No non può essere, non in questo momento, dice lui, non posso permettere che muoia. Decide allora di percorrere a piedi, in linea retta, il tragitto che li separa: Monaco-Parigi. E parte. Munito di una bussola, una sacca e un paio di stivali buoni. Giunto a destinazione, un mese dopo, Lotte è guarita. E vivrà per altri otto anni. Il racconto del viaggio diventa una specie di ex voto, col titolo Sentieri nel ghiaccio (ristampato in questi giorni da Guanda). Un uomo che fa questo, comunque la pensi, merita tutto il mio rispetto.

P.S. La frase del titolo è presa da qui. Ah, sarò via per una settimana circa (a piedi). Fate i bravi e buona Pentecoste. A presto!

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scaffale aperto, diario scritto di giorno

martedì, 06 maggio 2008
Erbe amare a Torino

Ricevo e diffondo, dall’Ufficio Stampa dell’Editore Bonanno: il libro Erbe amare di Ariel Levi di Gualdo verrà presentato alla Fiera del Libro di Torino dal giornalista Andrea Tornielli. L’appuntamento è per lunedì 12 Maggio alle ore 11.00. 

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diario scritto di giorno

venerdì, 02 maggio 2008
anniversari

Ieri i cent’anni dalla nascita di Giovannino Guareschi (qui il sito ufficiale con tutte le iniziative), oggi i tredici anni dalla scomparsa di Cornelio Fabro, che verrà ricordato stasera nel paese che gli diede i natali (Flumignano, in provincia di Udine).

Un articolo del “Messaggero Veneto” (1/05/2008, p. 18) osserva opportunamente che «il vasto contenuto speculativo di padre Fabro si basa su uno studio genetico, storico e critico del tomismo, che gli permise di avviare, con solidità e consistenza, un dialogo e un confronto con le istanze più acute del mondo moderno. In tempi di contestazione del magistero della Chiesa, a Fabro venne riconosciuto il merito di avere esplicitato un pensiero che ha saputo corrispondere alla generosa esigenza della fede con l’audacia autentica della ragione».

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diario scritto di giorno

lunedì, 28 aprile 2008
procede la causa di beatificazione di J.H. Newman

«La Procura Generale è lieta di annunciare che in data odierna la Consulta Medica della Congregazione per le Cause dei Santi ha espresso all’unanimità giudizio positivo sulla straordinarietà della guarigione attribuita all’intercessione del Ven. Card. John Henry Newman C.O. e presentata dalla Postulazione come “miracolo” per lauspicata beatificazione. Rendiamo grazie a Dio per questo importante passo che accelera l’iter della Causa, la quale in tempi brevi dovrebbe ormai giungere a conclusione».

(tratto da qui)

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diario scritto di giorno

venerdì, 25 aprile 2008
profeti di ventura

«Il giorno in cui l’America metterà il suo piede in Europa, la pace e la sicurezza vi saranno bandite per lungo tempo» (Charles-Maurice de Talleyrand).

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diario scritto di giorno

mercoledì, 16 aprile 2008
Dialogues des Carmélites

Dato che in questo blog non si parla mai di musica, quantomeno la si ausculti.

Questo, ad esempio, è un capolavoro.

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diario scritto di giorno

domenica, 30 marzo 2008
il buon tomista

Raro concedit, numquam negat, semper distinguit.

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diario scritto di giorno

vivere senza menzogna (2)

Ne parla oggi Blondet.

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diario scritto di giorno

venerdì, 28 marzo 2008
scienza e coscienza

Ci scrive l’amico lettore Edmund Campion (altrimenti noto come CarloS):

Vorrei segnalare questa notizia, passata nel silenzio pressoché assoluto dei grandi media:

Parigi: 7 medici a processo,

provocarono rara malattia che fece morire 111 bambini.

Cosa sarebbe accaduto se in Francia, non 111, ma un solo bambino fosse morto a causa della medesima malattia, per cause naturali? Non avremmo assistito a una lunga serie di “speciali” dei telegiornali, a decine di puntate di “Matrix”, “Porta a Porta” e simili? Non si sarebbe messo in allarme il Paese intero? Che sarebbe accaduto se ci fosse stato anche il solo sospetto di abusi sessuali su 111 bambini da parte di alcuni preti o maestre? Quanto se ne sarebbe parlato? E per quanto tempo? E che dire della difesa dei medici: “Siamo innocenti perché allora non avevamo le conoscenze scientifiche necessarie”?

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diario scritto di giorno

giovedì, 20 marzo 2008
il triduo pasquale

Dalle parole di Benedetto XVI all’Udienza del mercoledì di ieri:

«Cari fratelli e sorelle,

siamo giunti alla vigilia del Triduo Pasquale. I prossimi tre giorni vengono comunemente chiamati “santi” perché ci fanno rivivere l’evento centrale della nostra Redenzione; ci riconducono infatti al nucleo essenziale della fede cristiana: la passione, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. Sono giorni che potremmo considerare come un unico giorno: essi costituiscono il cuore ed il fulcro dell’intero anno liturgico come pure della vita della Chiesa. Al termine dell’itinerario quaresimale, ci apprestiamo anche noi ad entrare nel clima stesso che Gesù visse allora a Gerusalemme. Vogliamo ridestare in noi la viva memoria delle sofferenze che il Signore ha patito per noi e prepararci a celebrare con gioia, domenica prossima, “la vera Pasqua, che il Sangue di Cristo ha coperto di gloria, la Pasqua in cui la Chiesa celebra la Festa che è l’origine di tutte le feste”, come dice il Prefazio per il giorno di Pasqua nel rito ambrosiano.

Domani, Giovedì Santo, la Chiesa fa memoria dell’Ultima Cena durante la quale il Signore, la vigilia della sua passione e morte, ha istituito il Sacramento dell’Eucaristia e quello del Sacerdozio ministeriale. In quella stessa notte Gesù ci ha lasciato il comandamento nuovo, “mandatum novum”, il comandamento dell’amore fraterno. Prima di entrare nel Triduo Santo, ma già in stretto collegamento con esso, avrà luogo in ogni Comunità diocesana, domani mattina, la Messa Crismale, durante la quale il Vescovo e i sacerdoti del presbiterio diocesano rinnovano le promesse dell’Ordinazione. Vengono anche benedetti gli olii per la celebrazione dei Sacramenti: l’olio dei catecumeni, l’olio dei malati e il sacro crisma. E’ un momento quanto mai importante per la vita di ogni comunità diocesana che, raccolta attorno al suo Pastore, rinsalda la propria unità e la propria fedeltà a Cristo, unico Sommo ed Eterno Sacerdote. Alla sera, nella Messa in Cena Domini si fa memoria dell’Ultima Cena quando Cristo si è dato a tutti noi come nutrimento di salvezza, come farmaco di immortalità: è il mistero dell’Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana. In questo Sacramento di salvezza il Signore ha offerto e realizzato per tutti coloro che credono in Lui la più intima unione possibile tra la nostra e la sua vita. Col gesto umile e quanto mai espressivo della lavanda dei piedi, siamo invitati a ricordare quanto il Signore fece ai suoi Apostoli: lavando i loro piedi proclamò in maniera concreta il primato dell’amore, amore che si fa servizio fino al dono di se stessi, anticipando anche così il sacrificio supremo della sua vita che si consumerà il giorno dopo sul Calvario. Secondo una bella tradizione, i fedeli chiudono il Giovedì Santo con una veglia di preghiera e di adorazione eucaristica per rivivere più intimamente l’agonia di Gesù al Getsemani.

Il Venerdì Santo è la giornata che fa memoria della passione, crocifissione e morte di Gesù. In questo giorno la liturgia della Chiesa non prevede la celebrazione della Santa Messa, ma l’assemblea cristiana si raccoglie per meditare sul grande mistero del male e del peccato che opprimono l’umanità, per ripercorrere, alla luce della Parola di Dio e aiutata da commoventi gesti liturgici, le sofferenze del Signore che espiano questo male. Dopo aver ascoltato il racconto della passione di Cristo, la comunità prega per tutte le necessità della Chiesa e del mondo, adora la Croce e si accosta all’Eucaristia, consumando le specie conservate dalla Messa in Cena Domini del giorno precedente. Come ulteriore invito a meditare sulla passione e morte del Redentore e per esprimere l’amore e la partecipazione dei fedeli alle sofferenze di Cristo, la tradizione cristiana ha dato vita a varie manifestazioni di pietà popolare, processioni e sacre rappresentazioni, che mirano ad imprimere sempre più profondamente nell’animo dei fedeli sentimenti di vera partecipazione al sacrificio redentivo di Cristo. Fra queste spicca la Via Crucis, pio esercizio che nel corso degli anni si è arricchito di molteplici espressioni spirituali ed artistiche legate alla sensibilità delle diverse culture. Sono così sorti in molti Paesi santuari con il nome di “Calvaria”, ai quali si giunge attraverso un’erta salita che richiama il cammino doloroso della Passione, consentendo ai fedeli di partecipare all’ascesa del Signore verso il Monte della Croce, il Monte dell’Amore spinto fino alla fine.

Il Sabato Santo è segnato da un profondo silenzio. Le Chiese sono spoglie e non sono previste particolari liturgie. Mentre attendono il grande evento della Risurrezione, i credenti perseverano con Maria nell’attesa pregando e meditando. C’è bisogno in effetti di un giorno di silenzio, per meditare sulla realtà della vita umana, sulle forze del male e sulla grande forza del bene scaturita dalla Passione e dalla Risurrezione del Signore. Grande importanza viene data in questo giorno alla partecipazione al Sacramento della riconciliazione, indispensabile via per purificare il cuore e predisporsi a celebrare intimamente rinnovati la Pasqua. Almeno una volta all’anno abbiamo bisogno di questa purificazione interiore di questo rinnovamento di noi stessi. Questo Sabato di silenzio, di meditazione, di perdono, di riconciliazione sfocia nella Veglia Pasquale, che introduce la domenica più importante della storia, la domenica della Pasqua di Cristo. Veglia la Chiesa accanto al nuovo fuoco benedetto e medita la grande promessa, contenuta nell’Antico e nel Nuovo Testamento, della liberazione definitiva dall’antica schiavitù del peccato e della morte. Nel buio della notte viene acceso dal fuoco nuovo il cero pasquale, simbolo di Cristo che risorge glorioso. Cristo luce dell’umanità disperde le tenebre del cuore e dello spirito ed illumina ogni uomo che viene nel mondo. Accanto al cero pasquale risuona nella Chiesa il grande annuncio pasquale: Cristo è veramente risorto, la morte non ha più alcun potere su di Lui. Con la sua morte Egli ha sconfitto il male per sempre ed ha fatto dono a tutti gli uomini della vita stessa di Dio. Per antica tradizione, durante la Veglia Pasquale, i catecumeni ricevono il Battesimo, per sottolineare la partecipazione dei cristiani al mistero della morte e della risurrezione di Cristo. Dalla splendente notte di Pasqua, la gioia, la luce e la pace di Cristo si espandono nella vita dei fedeli di ogni comunità cristiana e raggiungono ogni punto dello spazio e del tempo.

Cari fratelli e sorelle, in questi giorni singolari orientiamo decisamente la vita verso un’adesione generosa e convinta ai disegni del Padre celeste; rinnoviamo il nostro “sì” alla volontà divina come ha fatto Gesù con il sacrificio della croce. I suggestivi riti del Giovedì Santo, del Venerdì Santo, il silenzio ricco di preghiera del Sabato Santo e la solenne Veglia Pasquale ci offrono l’opportunità di approfondire il senso e il valore della nostra vocazione cristiana, che scaturisce dal Mistero Pasquale e di concretizzarla nella fedele sequela di Cristo in ogni circostanza, come ha fatto Lui, sino al dono generoso della nostra esistenza.

Far memoria dei misteri di Cristo significa anche vivere in profonda e solidale adesione all’oggi della storia, convinti che quanto celebriamo è realtà viva ed attuale. Portiamo dunque nella nostra preghiera la drammaticità di fatti e situazioni che in questi giorni affliggono tanti nostri fratelli in ogni parte del mondo. Noi sappiamo che l’odio, le divisioni, le violenze non hanno mai l’ultima parola negli eventi della storia. Questi giorni rianimano in noi la grande speranza: Cristo crocifisso è risorto e ha vinto il mondo. L’amore è più forte dell’odio, ha vinto e dobbiamo associarci a questa vittoria dell’amore. Dobbiamo quindi ripartire da Cristo e lavorare in comunione con Lui per un mondo fondato sulla pace, sulla giustizia e sull’amore. In quest’impegno, che tutti ci coinvolge, lasciamoci guidare da Maria, che ha accompagnato il Figlio divino sulla via della passione e della croce e ha partecipato, con la forza della fede, all’attuarsi del suo disegno salvifico. Con questi sentimenti, formulo fin d’ora i più cordiali auguri di lieta e santa Pasqua a tutti voi, ai vostri cari e alle vostre Comunità».

(Copyright: Libreria Editrice Vaticana)

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mercoledì, 05 marzo 2008
il diavolo, probabilmente (2)

Agghiacciante, e al contempo istruttiva, questa lettera apparsa oggi nella posta del sito Effedieffe.

[Il titolo del post, ovviamente, si riferisce a questo film.]

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lunedì, 03 marzo 2008
una preghiera per Gaza



(Disegno di Joe Sacco, Gaza Diary for Harper’s Magazine)

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