«Siate cambiavalute esperti» (agraphon citato in Clemente Alessandrino, Stromata I,28,177,2)
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«Austeritas, secundum quod est virtus, non excludit omnes delectationes, sed superfluas et inordinatas. Unde videtur pertinere ad affabilitatem, quam Philosophus “amicitiam” nominat, vel ad eutrapeliam, sive iucunditatem»
(S. Th. II-II, q. 168, a. 4, ad 3m)
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È scomparso ieri, all’età di 89 anni, lo scrittore e dissidente russo Aleksandr Solženicyn (o Solgenitsin). Un uomo libero. Ci mancherà.
Eccomi in formato blog, almeno per questo inizio d’Anno:
letterepaoline.wordpress.com
In questi giorni mi aggiro smarrito tra grafici, webmaster e Luigi Codemi. Il sito letterepaoline.it è ancora in fase di costruzione (c’è ancora molto, molto da fare, e non per mea culpa), così non riesco mai a scrivere quel che debbo scrivere, anche qui. Che ne dite, allora, se trasferisco l’intera baracca di questo blog su wordpress? Lo vogliamo cominciare o no, questo benedetto anno paolino?
Un articolo di Matteo Liut fa il punto sulle iniziative previste per l’Anno Paolino:
«Apostolo delle genti e delle culture: così san Paolo continua a parlare agli uomini del nostro tempo. Una voce cui sarà dato un ascolto particolare durante l’Anno Paolino, voluto da Benedetto XVI in occasione del bimillenario dalla nascita dell’apostolo. Dodici mesi speciali che si apriranno il prossimo 28 giugno, per chiudersi il 29 giugno
In
Un calendario, quindi, pensato per gettare un ponte tra contemporaneità e tradizione: “La figura dell’apostolo Paolo – aggiunge Diaco – ben si presta a mettere in evidenza come la fede cristiana si collochi naturalmente e pienamente nel vivo delle dinamiche esistenziali. Paolo, nell’areopago di Atene e nelle sue lettere, ha inaugurato il primo grande progetto culturale”.
L’Anno Paolino, quindi, sarà un laboratorio vivo di fede e cultura. “È da sottolineare il metodo di questa nuova iniziativa”, sottolinea sempre Diaco: “quello cioè di valorizzare le diocesi e le realtà locali, e di offrire loro strumenti e modelli per una lettura e un’azione culturale a tutto tondo. Altri eventi si aggiungeranno, proprio per il carattere aperto e radicato territorialmente del nostro percorso. Impossibile, poi, non vedere l’impronta del Convegno di Verona, con il suo forte appello a recuperare gli ambiti fondamentali dell’esistenza nella pastorale ordinaria, e a dire con essi il ‘sì’ di Dio all’uomo di oggi”. Numerose le iniziative in programma, quindi.
Dal 6 all’11 luglio, a Capo Rizzuto,
A ottobre è previsto a Milano un ciclo di incontri, promosso dal Pime e dall’arcidiocesi ambrosiana, sulle “grandi piazze” dell’evangelizzazione oggi, sotto il titolo “Paolo e i nuovi areopaghi della missione”.
Un altro ciclo di incontri e di manifestazioni artistiche, promosso dalla Basilica di San Paolo fuori le Mura, si terrà tra ottobre 2008 e aprile
Sempre nell’autunno 2008 è previsto un incontro promosso dal Centro universitario cattolico a Perugia, sul tema “Persona e verità”.
Tornando a Roma, in occasione del lancio del “Progetto culturale giovani”, l’8 novembre, presso
“Soprattutto, niente giornalisti. Il mondo delle comunicazioni, primo areopago del tempo moderno” è il titolo della tavola rotonda promossa per il febbraio
Sempre a Roma, per aprile 2009, è previsto il Convegno per operatori pastorali, della sanità e della comunicazione, promosso assieme all’Ufficio nazionale per la pastorale della sanità e all’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, sul tema “Quando sono debole, è allora che sono forte. Comunicare il vangelo nel mondo della salute e della sofferenza”.
Tra aprile e maggio 2009, poi, assieme all’Acec verrà organizzato un percorso di film e iniziative culturali in 50 sale della comunità, intitolato “Alla ricerca del senso del viaggio”.
Tra il 14 e il 18 maggio 2009, alla Fiera internazionale del Libro di Torino ci sarà uno stand del progetto culturale curato dell’Associazione Sant’Anselmo.
Infine, l’annuale Festival biblico, promosso a maggio dalla diocesi di Vicenza e dal Centro culturale “San Paolo”, nell’edizione 2009 avrà una particolare attenzione agli scritti paolini.
Gli strumenti di un itinerario.
Il calendario promosso per l’Anno Paolino dal Servizio nazionale per il progetto culturale si aprirà e si chiuderà nel segno dell’arte, sarà arricchito da una lunga serie di eventi, locali e nazionali, e sarà accompagnato da numerose iniziative lungo tutti i dodici mesi.
Destinazione del sangue. Il fuoco della carità di Paolo è il titolo dell’opera poetico musicale composta da Cristian Carrara e Davide Rondoni, che aprirà l’Anno: andrà in scena per la prima volta il prossimo 20 giugno a Roma presso il Palazzo Lateranense, e sarà ripetuto nelle diocesi e nelle città d’Italia (per informazioni tel. 347.3222715).
A chiudere l’Anno, il 27 giugno 2009, sarà invece l’Oratorio su san Paolo, opera composta da Roberto Mussapi e Sergio Rendine e commissionata dalla Basilica di San Paolo fuori le Mura.
Ricco anche il carnet delle iniziative “trasversali”: come, ad esempio, le attività delle diocesi paoline di Siracusa, Reggio Calabria e Pozzuoli. Gli eventi promossi dalle Chiese locali si troveranno sul sito del Progetto culturale Cei.
L’Ufficio liturgico Cei propone un fascicolo per la preghiera e alcuni segnalibri, per introdurre le comunità cristiane nell’Anno paolino (si può richiedere a: Ufficio liturgico nazionale Cei, circonvallazione Aurelia 50, 00165 Roma; tel. 06.66398234; e-mail: uln@chiesacattolica.it).
“letterepaoline.it” sarà dal 21 giugno prossimo il sito internet su san Paolo, curato da Luigi Walt [insieme a Luigi Codemo. N.d.R.]: un vero e proprio osservatorio su Paolo di Tarso e le origini cristiane, con notizie, documenti, riflessioni e approfondimenti.
Non manca una mostra itinerante su san Paolo, “Sulla via di Damasco”, promossa dall’editrice Itacalibri e dal Servizio nazionale per il progetto culturale. Verrà esposta nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a settembre 2008, ma potrà essere allestita anche nelle diocesi e nelle città interessate (per informazioni rivolgersi a Itaca Eventi, tel. 0546.656188; e-mail: eventi@itacalibri.it).
Numerose anche le risorse reperibili su internet: “annopaolino.org” è il sito realizzato dal
(Fonte: “Avvenire”, 30/05/2008)
Insomma, anche i modernisti hanno i loro “dogmi”: ad esempio che “il dogma limita
Per quanto mi riguarda, ho sempre pensato che il dogma innalzi il pensiero, lo fortifichi, lo pungoli, lo renda più capace e profondo. Almeno se è inteso correttamente. Ma forse certi cattolici preferiscono perdere il gusto del cattolicesimo, e annacquarsi da soli nella melassa del “cristianesimo fai da te” (il contrario del cristianesimo: che non è fondato su un movimento ascensionale, ma sull’Incarnazione; non sul ricercare innanzitutto, ma sull’essere trovati dopotutto).
“Il dogma – ti dicono - cerca di circoscrivere in parole un mistero impossibile da definire”. Vero e falso. Se il mistero fosse così drammaticamente misterioso (e lo è, ma fino a un certo punto: Cristo è Parola di Dio, Cristo rivela chi è Dio, perché noi da soli non potremmo capirlo), perché proprio coloro che vorrebbero preservarlo ne parlano così tanto? In nome di cosa si dichiarano superiori alla tradizione ricevuta? E perché proclamarsi insaziabili cercatori di verità, se poi s’insegna ch’è impossibile trovarla (come se trovarla volesse dire trovarla una volta per tutte, come se trovarsi di fronte alla maestà di una montagna volesse dire averla tutta esplorata)?
Non sarà che il “modernismo”, stringi stringi, non è null’altro che questa cosa semplice e sciocca: un ridurre la verità alle proprie misure?
g.p.
“Cattolico”, nella mia scatola cranica, è chi si mantiene aperto nei confronti dell’universalità della Chiesa: rifiutando di ridurre la fede a una cultura, a una civiltà, a un percorso storico univoci; ma al contempo riconoscendo l’esistenza di categorie culturali e storiche che aprono ad essa, e che in parte sono il risultato di essa. Se
La storia è nota. Nel 1974, alla fine di novembre, il regista tedesco Werner Herzog viene a sapere che la sua cara amica Lotte Eisner è gravemente malata. No non può essere, non in questo momento, dice lui, non posso permettere che muoia. Decide allora di percorrere a piedi, in linea retta, il tragitto che li separa: Monaco-Parigi. E parte. Munito di una bussola, una sacca e un paio di stivali buoni. Giunto a destinazione, un mese dopo, Lotte è guarita. E vivrà per altri otto anni. Il racconto del viaggio diventa una specie di ex voto, col titolo Sentieri nel ghiaccio (ristampato in questi giorni da Guanda). Un uomo che fa questo, comunque la pensi, merita tutto il mio rispetto.
P.S. La frase del titolo è presa da qui. Ah, sarò via per una settimana circa (a piedi). Fate i bravi e buona Pentecoste. A presto!
Ricevo e diffondo, dall’Ufficio Stampa dell’Editore Bonanno: il libro Erbe amare di Ariel Levi di Gualdo verrà presentato alla Fiera del Libro di Torino dal giornalista Andrea Tornielli. L’appuntamento è per lunedì 12 Maggio alle ore 11.00.
Ieri i cent’anni dalla nascita di Giovannino Guareschi (qui il sito ufficiale con tutte le iniziative), oggi i tredici anni dalla scomparsa di Cornelio Fabro, che verrà ricordato stasera nel paese che gli diede i natali (Flumignano, in provincia di Udine).
Un articolo del “Messaggero Veneto” (1/05/2008, p. 18) osserva opportunamente che «il vasto contenuto speculativo di padre Fabro si basa su uno studio genetico, storico e critico del tomismo, che gli permise di avviare, con solidità e consistenza, un dialogo e un confronto con le istanze più acute del mondo moderno. In tempi di contestazione del magistero della Chiesa, a Fabro venne riconosciuto il merito di avere esplicitato un pensiero che ha saputo corrispondere alla generosa esigenza della fede con l’audacia autentica della ragione».
«
(tratto da qui)
«Il giorno in cui l’America metterà il suo piede in Europa, la pace e la sicurezza vi saranno bandite per lungo tempo» (Charles-Maurice de Talleyrand).
Dato che in questo blog non si parla mai di musica, quantomeno la si ausculti.
Questo, ad esempio, è un capolavoro.
Raro concedit, numquam negat, semper distinguit.
Ne parla oggi Blondet.
Ci scrive l’amico lettore Edmund Campion (altrimenti noto come CarloS):
Vorrei segnalare questa notizia, passata nel silenzio pressoché assoluto dei grandi media:
Parigi: 7 medici a processo,
provocarono rara malattia che fece morire 111 bambini.
Cosa sarebbe accaduto se in Francia, non 111, ma un solo bambino fosse morto a causa della medesima malattia, per cause naturali? Non avremmo assistito a una lunga serie di “speciali” dei telegiornali, a decine di puntate di “Matrix”, “Porta a Porta” e simili? Non si sarebbe messo in allarme il Paese intero? Che sarebbe accaduto se ci fosse stato anche il solo sospetto di abusi sessuali su 111 bambini da parte di alcuni preti o maestre? Quanto se ne sarebbe parlato? E per quanto tempo? E che dire della difesa dei medici: “Siamo innocenti perché allora non avevamo le conoscenze scientifiche necessarie”?
Dalle parole di Benedetto XVI all’Udienza del mercoledì di ieri:
«Cari fratelli e sorelle,
siamo giunti alla vigilia del Triduo Pasquale. I prossimi tre giorni vengono comunemente chiamati “santi” perché ci fanno rivivere l’evento centrale della nostra Redenzione; ci riconducono infatti al nucleo essenziale della fede cristiana: la passione, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. Sono giorni che potremmo considerare come un unico giorno: essi costituiscono il cuore ed il fulcro dell’intero anno liturgico come pure della vita della Chiesa. Al termine dell’itinerario quaresimale, ci apprestiamo anche noi ad entrare nel clima stesso che Gesù visse allora a Gerusalemme. Vogliamo ridestare in noi la viva memoria delle sofferenze che il Signore ha patito per noi e prepararci a celebrare con gioia, domenica prossima, “la vera Pasqua, che il Sangue di Cristo ha coperto di gloria,
Domani, Giovedì Santo,
Il Venerdì Santo è la giornata che fa memoria della passione, crocifissione e morte di Gesù. In questo giorno la liturgia della Chiesa non prevede la celebrazione della Santa Messa, ma l’assemblea cristiana si raccoglie per meditare sul grande mistero del male e del peccato che opprimono l’umanità, per ripercorrere, alla luce della Parola di Dio e aiutata da commoventi gesti liturgici, le sofferenze del Signore che espiano questo male. Dopo aver ascoltato il racconto della passione di Cristo, la comunità prega per tutte le necessità della Chiesa e del mondo, adora
Il Sabato Santo è segnato da un profondo silenzio. Le Chiese sono spoglie e non sono previste particolari liturgie. Mentre attendono il grande evento della Risurrezione, i credenti perseverano con Maria nell’attesa pregando e meditando. C’è bisogno in effetti di un giorno di silenzio, per meditare sulla realtà della vita umana, sulle forze del male e sulla grande forza del bene scaturita dalla Passione e dalla Risurrezione del Signore. Grande importanza viene data in questo giorno alla partecipazione al Sacramento della riconciliazione, indispensabile via per purificare il cuore e predisporsi a celebrare intimamente rinnovati
Cari fratelli e sorelle, in questi giorni singolari orientiamo decisamente la vita verso un’adesione generosa e convinta ai disegni del Padre celeste; rinnoviamo il nostro “sì” alla volontà divina come ha fatto Gesù con il sacrificio della croce. I suggestivi riti del Giovedì Santo, del Venerdì Santo, il silenzio ricco di preghiera del Sabato Santo e la solenne Veglia Pasquale ci offrono l’opportunità di approfondire il senso e il valore della nostra vocazione cristiana, che scaturisce dal Mistero Pasquale e di concretizzarla nella fedele sequela di Cristo in ogni circostanza, come ha fatto Lui, sino al dono generoso della nostra esistenza.
Far memoria dei misteri di Cristo significa anche vivere in profonda e solidale adesione all’oggi della storia, convinti che quanto celebriamo è realtà viva ed attuale. Portiamo dunque nella nostra preghiera la drammaticità di fatti e situazioni che in questi giorni affliggono tanti nostri fratelli in ogni parte del mondo. Noi sappiamo che l’odio, le divisioni, le violenze non hanno mai l’ultima parola negli eventi della storia. Questi giorni rianimano in noi la grande speranza: Cristo crocifisso è risorto e ha vinto il mondo. L’amore è più forte dell’odio, ha vinto e dobbiamo associarci a questa vittoria dell’amore. Dobbiamo quindi ripartire da Cristo e lavorare in comunione con Lui per un mondo fondato sulla pace, sulla giustizia e sull’amore. In quest’impegno, che tutti ci coinvolge, lasciamoci guidare da Maria, che ha accompagnato il Figlio divino sulla via della passione e della croce e ha partecipato, con la forza della fede, all’attuarsi del suo disegno salvifico. Con questi sentimenti, formulo fin d’ora i più cordiali auguri di lieta e santa Pasqua a tutti voi, ai vostri cari e alle vostre Comunità».
(Copyright: Libreria Editrice Vaticana)
Agghiacciante, e al contempo istruttiva, questa lettera apparsa oggi nella posta del sito Effedieffe.
[Il titolo del post, ovviamente, si riferisce a questo film.]
(Disegno di Joe Sacco, Gaza Diary for Harper’s Magazine)